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Azioni che il PRS intende intraprendere per restringere e in prospettiva eliminare il flusso di ricavi illeciti a disposizione dei narcotrafficanti
Le affermazioni esplicitate al paragrafo precedente conducono la trattazione ad un punto decisivo. La via maestra per strozzare il flusso di ricavi illecito catturato dalle mafie passa sia per azioni di limitazioni dell’offerta, sia per azioni di limitazione della domanda.
Dal lato dell’offerta e nel caso del traffico di stupefacenti, si dovranno eseguire apposite maxioperazioni di sequestro e distruzione del prodotto finito illecitamente negoziato sul territorio del Paese. La legislazione dovrà elaborare una strategia di contrasto sulla base dei dati disponibili, che sono da tempo sottolineati dai rapporti di pubblica sicurezza.
Quali sono i canali privilegiati di ingresso delle sostanze stupefacenti in Italia? Secondo il recente rapporto DCSA (Direzione Centrale Servizi Antidroga)[8], in relazione al traffico di cocaina (stupefacente oggetto del 83,17% dei sequestri su un totale di oltre 75 tonnellate), la frontiera marittima risulta essere di gran lunga il varco d’ingresso prediletto dalle varie organizzazioni di stampo mafioso per questa tipologia di stupefacenti. Ciò non stupisce: i referenti transnazionali delle mafie locali, dopo aver effettuato la lavorazione della coca nei Paesi d’origine (in particolar modo presso l’Ecuador, tendenza confermata dalle operazioni di sequestro), collocano i famigerati pacchetti blisterati in appositi container, piazzati su navi cargo intestate a società fittizie (spesso con sede legale in paradisi fiscali). Il trasbordo dei carichi illeciti avviene con particolare frequenza presso il porto di Gioia Tauro (RC): con circa il 68% dei carichi sequestrati localizzati in quell’area, esso si presenta come feudo incontrastato delle ‘ndrine calabresi[9]. Intere flotte di navi cargo, motopescherecci, motoscafi, rudimentali sottomarini etc. cariche di sostanze stupefacenti giungono così in Italia, senza che le ispezioni dell’agenzia delle dogane e quelle effettuate dalle autorità antidroga riescano ad arginare del tutto il fenomeno. L’interruzione dell’offerta, più che da un’attività di controllo sui trasporti terrestri ed aerei, deve passare dunque attraverso un potenziamento dei controlli portuali.
Modulo Themis, NSA, attività di contrasto al narcotraffico,
Punto I: Gli Aurei, se eletti in Parlamento ed eventualmente inclusi nell’organigramma di governo (anche di coalizione), si impegnano, mediante gli appositi strumenti legislativi, ad incrementare i controlli antidroga, in particolar modo presso gli scali portuali segnalati dalle autorità competenti. L’incremento dei controlli sarà attuato mediante la formazione di un apposito reggimento militare, inquadrato nell’ambito del Comando Forze Operative Sud, che, avvalendosi del supporto logistico e informativo dell’agenzia delle dogane e dei Monopoli, della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga, si occuperà esclusivamente delle attività di sequestro e distruzione delle sostanze illecitamente importate nel Paese. La composizione quantitativa del reggimento sarà valutata in sede di formazione, sentiti i consulenti del Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’Esercito; a riguardo si valuterà la possibilità di mobilità interna e l’opportunità di accorpamento di reggimenti esistenti nella nuova formazione militare. Inoltre, se necessario, si avvierà il processo selettivo di unità addizionali mediante apposite procedure concorsuali, con bando da definire. Il numero di unità coinvolte a sostegno delle attività di controllo addizionale negli snodi portuali rientrerà nel novero delle forze totali impiegate a supporto della Nuova Strategia Antimafia (NSA).
Punto II: Con analogo obiettivo di contrasto, gli Aurei si impegnano al potenziamento delle ispezioni nello spazio marittimo italiano a cura della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera, con apposito incremento della flotta a disposizione e del personale operativo.
Il fabbisogno economico relativo all’iniziativa in oggetto sarà definito in legge di bilancio, se necessario con l’incremento massimo dell’1% alle spese finali di competenza del Ministero della difesa (pari a circa 27 mld di euro per il 2022[10]). Successive pubblicazioni sulle coperture quantificheranno in modo più attendibile la spesa prevista. A puro titolo d’esempio, si ipotizza un coinvolgimento delle forze armate sul modello dell’Operazione Vespri Siciliani, avviata dal Ministero della Difesa e dal Governo nell’1992.
Il nome in codice del programma straordinario di contrasto al narcotraffico è Operazione Heliodor.
Con una percentuale superiore di beni illeciti sequestrati e distrutti, il danno prodotto alle aziende mafiose sarà progressivamente più marcato. L’obiettivo minimo in questo caso è giungere all’eliminazione di almeno il 75% del materiale illecito movimentato dal narcotraffico, secondo le disposizioni legislative attuali, entro sette anni dall’avvio dell’iter parlamentare patrocinato dai cavalieri del Sole.
Il programma deve poi tenere conto delle azioni di contrasto del fenomeno del narcotraffico da avviare direttamente sul territorio nazionale. La rete di distribuzione, che conta migliaia di piccoli operatori clandestini, è molto vasta e include, oltre ai cittadini di passaporto italiano, cittadini regolarmente residenti sul territorio, appartenenti a nazionalità diverse. Le direttrici di azione in questo senso sarebbero molteplici.
Punto III: IL PRS si impegna ad aumentare, con dispositivo legislativo ad hoc, i controlli antidroga in atto sul territorio, supportando lo sforzo aggiuntivo mediante task force delle forze di pubblica sicurezza.
Punto IV: Il PRS si impegna a modificare in senso incrementativo le pene e le sanzioni civili comminate ai colpevoli di traffico di droga e spaccio di sostanze stupefacenti. Di seguito si elencano le modifiche ipotizzate al testo unico stupefacenti, art. 73 del DPR n.309 del 1990 (aggiornato al 2023):
- 1. Chiunque, senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo 14, è punito con la reclusione da
seidieci aventiventicinque anni e con la multa da euro26.000100.000 a euro260.000300.000.
- 2. Chiunque, essendo munito dell’autorizzazione di cui all’articolo 17, illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14, è punito con la reclusione da
seidieci aventidueventisette anni e con la multa da euro26.000100.000 a euro 350.000.
- Punto V: Il PRS si impegna ad implementare all’interno dell’App Irenea, che, come stabilito nel Modulo Demos, sarà resa disponibile presso i principali negozi e punti virtuali di accesso alle applicazioni digitali (genericamente denominati “app store”), un’apposita sezione per la denuncia di attività di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. All’interno dell’app sarà possibile denunciare in forma anonima le attività di spaccio, indicando i nominativi dei presunti cittadini coinvolti. Le autorità competenti gestiranno le indagini tutelando i dati ricevuti secondo tutti i dispositivi di legge connessi al Regolamento 2016/679 UE.
Per quanto riguardo le azioni di contrasto alla domanda delle sostanze stupefacenti, le attività di dissuasione devono tenere conto dei dati scientifici e statistici. Si considerino dunque i dati elaborati dall’EMCDDA (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction)[11]. Secondo tali dati, “circa il 32% della popolazione tra i 15 ed i 64 anni ha fatto uso di cannabis una tantum nella vita. L’Italia è il terzo Paese per questo genere di consumo dopo la Danimarca con 32,5% e la Spagna (32,1%) Per quanto riguarda l’uso di cocaina, l’Italia occupa il terzo posto con il 7% di individui adulti (15-64 anni) che – almeno una volta – hanno fatto uso di cocaina. Al primo posto si colloca la Spagna con 10,2% ed al secondo posto il Regno Unito con il 7,4%. Considerando i consumatori di amfetamine, circa il 3,2% di Italiani hanno assunto almeno una volta questa sostanza mentre il Regno Unito si colloca al primo posto con circa il 10% di adulti. Il Regno Unito è al primo posto anche per il consumo di ecstasy (8,1%) mentre in Italia il 3% di adulti ha fatto uso di questa sostanza. Per quanto riguarda l’LSD non esistono dati riguardo all’Italia mentre il Regno Unito conquista ancora il primato con il 5,3% di persone che hanno assunto questa sostanza almeno una volta nella vita.”. Questi dati, seppure molto suggestivi, devono essere completati da quelli relativi alle fasce d’età più esposte al consumo degli stupefacenti nei Paesi dell’Unione Europea. Dal medesimo rapporto EMCDDA risulta infatti che “Per quanto riguarda l’uso di cannabis tra la popolazione nella fascia di età tra i 15 ed i 34 anni di età, circa il 37,5% ha consumato cannabis almeno una volta nella vita. I principali consumatori sono i Cechi (45,5%), i Danesi (44,5%) ed i Francesi (43,6%). In fondo alla classifica si pone la Romania con il 2,9%. Considerando l’uso di cocaina, il 13,6% degli Spagnoli hanno fatto uso di questa sostanza almeno una volta nella vita, seguiti dai Britannici con il 12,7% e dagli Italiani (7,6%). Ultimi sono i Rumeni con lo 0,1%. Nell’uso di amfetamine il Regno Unito conserva il suo primato con il 14,3% mentre il 3,4% degli individui italiani nella fascia 15-34 anni hanno fatto uso di questa sostanza. In fondo vi sono sempre i Rumeni con lo 0,1%. I Britannici sono al primo posto nell’uso di ecstasy (14,7%) mentre solo il 3,8% di Italiani ha usato questa droga. Per l’Lsd il 7,1% dei Britannici tra i 15 ed i 34 anni ha fatto uso di questa sostanza mentre non esistono dati per l’Italia”.
Come si vede, il consumo di THC e suoi derivati presso le fasce di popolazione più giovani è particolarmente accentuato. Ciò dipende sia dalla facile reperibilità dei prodotti illeciti, sia dall’assenza rilevante di un’autentica formazione etica e scientifica circa l’assunzione di sostanze psicotrope (e parimenti con riguardo al consumo eccessivo di alcolici e tabacchi). Il dato da considerare è però un altro: il consumo di sostanze e liquidi capaci di alterare le percezioni e dare al corpo una temporanea e illusoria sensazione di benessere segue dinamiche interclassistiche. Le minoranze dell’oltrepopolo che controllano nelle società moderne la percentuale maggiore del capitale fanno uso discontinuo di droghe leggere, sintetiche e pesanti sia per alleviare gli effetti dell’iperlavoro imposto dalla società del merito elitario, sia per essere accettati nel gruppo maslowiano di riferimento, che da tempo ha sdoganato l’eccesso facendone un elemento della gerarchia dei valori siartici (si veda a riguardo il Volume I). Le maggioranze dell’antipopolo, invece, come accadeva già nei ghetti operari del XIX secolo, fanno uso di droghe come mezzo di fuga dalle miserie di un mondo che li disprezza e non fa mistero di considerare l’indigenza come una colpa, se non come un vero e proprio reato. Nel mezzo ci sono soprattutto i giovani di ambedue i raggruppamenti, che sono indotti dal sistema di valori siartico all’edonismo più sfrenato sin dalla più giovane età, incuranti dei rischi. Il modello sociale siartico è replicato su scala minore nelle dinamiche dei gruppi giovanili: lo stigma dell’assunzione di droghe è caduto, non se ne fa segreto, anzi è guardato con sospetto e freddezza da chi se ne tira fuori. Ciò vale per i cittadini giovani legati a famiglie di ogni reddito e livello di istruzione, a prescindere cioè dall’incidenza della sovrastruttura economica, confermando così che il blocco siartico prevale nettamente anche sulle divisioni di classe e sui sistemi valoriali dei gruppi di appartenenza
Nel Modulo Athena si ipotizza l’introduzione, a partire dalla scuola secondaria di primo grado (medie) e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado (liceo), di un apposito corso di storia delle religioni, educazione sessuale e formazione alla cittadinanza. Tale corso, come esposto nella trattazione del modulo Athena, prenderà il nome di EOS, acronimo di “Eroismo orientato alla Serenità”. Esso sarà equiparato in sede di valutazione alle altre materie previste dal MIUR e avrà un monte ore raddoppiato rispetto alle attuali ore di studio facoltative della materia religiosa, che sarà abolita (con relativa rimodulazione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa Cattolica previsto dalla Costituzione). Il corso Eos dovrà formare i cittadini ed imperatori irenei del futuro, facendo del trinomio Libertà-Rispetto-Responsabilità il suo inscindibile paradigma. Campagne informative e di prevenzione contro l’uso degli stupefacenti saranno lanciate periodicamente dal MIUR e dal MIBAC, con lezioni e documentari trasmesse a mezzo di podcast internet, radio e mediante programmi televisivi debitamente pubblicizzati.
Punto VI: Il PRS si impegna ad inserire nel corso di studi obbligatorio EOS, un apposito modulo formativo avente come oggetto la trattazione scientifica del fenomeno del tabagismo, dell’alcolismo, del consumo di stupefacenti. Inoltre, tramite i mezzi di comunicazione pubblici e con il possibile supporto di quelli privati, il PRS si impegna a lanciare campagne di informazione e prevenzione sui rischi collegati all’assunzione di stupefacenti.
Le attività di ispezione e sequestro delle merci illecite devono essere adeguatamente sostenute anche a livello locale. Come verrà enunciato nell’ambito del quadro generale della NSA, occorre aumentare i fondi destinati sia all’aggiornamento degli equipaggiamenti delle forze di sicurezza sia all’assunzione di nuove risorse, adeguatamente formate al contrasto della criminalità organizzata. L’argomento sarà trattato anche con riferimento all’allargamento e all’adeguamento del sistema penitenziario italiano, che soffre di carenze tali da indurre il legislatore a modificare le leggi per nasconderne le ataviche debolezze.