“Senti la rabbia e il dolore degli uomini, le loro speranze e le loro emozioni, il tripudio della Terra che si ribella alla tirannia del nulla. Fin quando ci sarà anche solo un essere vivente nel vasto cosmo, non posso assolutamente arrendermi!” S. G. e Rei
“Attraverso le parole Graalser, i figli della luce e del fuoco si riuniranno, il Nuovo mondo sarà creato e Reiwyn ascenderà al Trono dell’Anima, dove risiede il Vero Sole”. Rei
Come accennato in Ithring, al fine di attuare una concreta redistribuzione della ricchezza, occorre valutare gli aspetti più iniqui del sistema di tassazione globale. In aggiunta ai fenomeni di elusione e di evasione, non si può non considerare come un fattore dirimente la regressività del sistema di tassazione (nella maggioranza dei Paesi ad alto tassi di sviluppo umano) per i gruppi socioeconomici più abbienti, ossia per gli appartenenti alla classe Vethor. Si consideri al riguardo la proposta delineata nel GTER 2024 di introdurre una tassa sui cittadini più abbienti che rompa l’effetto di regressività dell’imposizione fiscale nazionale. Come esposto in Ithring si discute in questo senso se istituire meccanismi per la tassazione dei membri dei gruppi socioeconomici più elevati che decidono di spostare la propria residenza in un Paese riconosciuto come tax havens (tramite il più rigoroso indice globale di responsabilità fiscale che il PRS intende implementare), pur essendo stati i primi residenti di lungo periodo in un Paese dal regime fiscale non agevolato e pienamente in grado di rispettare e far applicare il fondamentale principio di progressività. Ciò, esattamente come spiegato per il caso della GMT, deve essere attuato anche attraverso l’implementazione di misure unilaterali (cioè tramite provvedimenti di respiro nazionale o europeo) che vadano ad aggredire i patrimoni (e quindi non solo la ricchezza dichiarata) della futura classe sociale Vethor. Dal momento che le due criticità nel sistema fiscale attualmente vigente in Italia e più in generale nei Paesi occidentali sono collegate (per via dell’uso spregiudicato che i cittadini più abbienti fanno delle società fiduciarie chiamate a gestire le loro partecipazioni nelle società multinazionali), occorrerà procedere congiuntamente, imponendo un livello di tassazione progressiva che impedisca l’abuso del ricorso a regimi fiscali di favore sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche, in modo da ridurre il deficit fiscale frutto delle condotte elusive.
In questo senso si inserisce un’altra criticità che incide, sia pure indirettamente, sulla dimensione del gettito dell’Erario (riducendo di fatto la capacità dello Stato di autofinanziarsi), ossia la questione della tassazione dei patrimoni ereditati. Si tratta di un problema complesso, perché abbraccia e mette (apparentemente) l’uno contro l’altro gli interessi di gruppi sociali distinti non solo per censo ma (come è ovvio che sia) per classi di età. Ad esempio, si calcola che, tra il 1995 e il 2020, con il progressivo invecchiamento della generazione dei nati tra il 1946 e il 1964, il flusso annuo di patrimoni ereditari in Italia si sia quintuplicato: prendendo in considerazione il ventennio 2000-2020, il totale dei patrimoni effettivamente ereditati (al netto dell’imposta di successione) è risultato pari a ca. 5.000 miliardi di euro, per un valore annuo medio pari 250 miliardi di euro. Tuttavia, e si tratta evidentemente di una scelta politica dei governi italiani succedutisi ad inizio del decennio 2000-2010, il ricavato dell’imposta di successione non ha mai superato il miliardo (valore massimo registrato nel 2000). Ciò è riconducibile all’esistenza di una nutrita schiera di esenzioni (ad esempio sui titoli di Stato, ma anche sulle partecipazioni societarie, incluse quelle detenute nelle holding di schermo o di comodo descritte sopra) e franchigie (si pensi ad esempio al criterio di calcolo dell’imponibile sugli immobili, laddove questi ultimi sono valutati al valore catastale[1]e non a quello di mercato). L’imposta di successione appare, nell’ottica Aurea, quale strumento da accoppiare alle misure fin qui esposte per raggiungere il fondamentale obiettivo di redistribuzione della ricchezza proposto. Il trasferimento però non deve andare a favore dei gruppi di cittadini più giovani, realizzando quindi un mero spostamento di ricchezza da un gruppo all’altro.
[1] Al riguardo, nel modulo Demos si proporrà un rapido e indispensabile aggiornamento del catasto pubblico, in sostanziale continuità con le indicazioni UE.